La Dismorfofobia

La dismorfofobia

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dismorfofobia

 

Dismorfofobia è un termine che viene dal greco dismorphè: visione distorta e phobos: timore, terrore è dunque la fobia per il proprio aspetto dovuta ad un immagine distorta del proprio corpo. Da un punto di vista psicologico con il termine dismorfofobia facciamo riferimento alla fissazione mentale di avere un intollerabile deformità fisica che il più delle volte è correlata a problematiche relazionali e ad una profonda insicurezza.

La dismorfofobia è una vera e propria malattia?

Come già specificato la dismorfofobia, come tutte le fobie ma anche  come gli altri disturbi psicologici non sono malattie ma problemi assolutamente superabili. Come sempre la reiterazione delle soluzioni adottate, prive di effetti benefici, dal paziente e dai suoi familiari va ad aggravare il problema rendendolo invalidante al pari di una malattia.

Penso che tutti nei nostri sogni vorremmo essere Brad Pitt o George Clooney o, per le donne Julia Roberts o Milla Jovovic…ma quando è che avviene il passaggio da invidia a patologia?

Potremmo immaginare l’invidia all’inizio di un continuum che passa per la dismorfofobia e termina con l’emulazione estetica attraverso interventi chirurgici…Siamo tutti più o meno invidiosi dei personaggi noti che sfoggiano fisici perfetti o più in generale una bellezza che si sposa perfettamente con i canoni estetici imposti dalla società.

Altra cosa è fissarsi su quelle parti del nostro corpo che si discostano da questi modelli e iniziare a disprezzarli al punto da costruire l’idea patogena di essere deformi.

Chi soffre di dismorfofobia ha sintomi solo a livello psicologico o anche fisico?

Bè questo è uno di quei disturbi che si esprime frequentemente attraverso l’attacco di panico, quindi la sintomatologia (che è quella che già conosciamo vale a dire tachicardia, sudorazione, blocco del respiro..ecc) si manifesta a livello fisico e coinvolge fino a prendere il sopravvento sull’ aspetto mentale.

Quali sono i sintomi della dismorfobia?

Quando un difetto fisico, a volte presunto, diventa un ossessione, un pensiero costante che richiede pressantemente una soluzione. Magari si ricorre alla chirurgia estetica, per poi fissarsi su un altro difetto e tornare a star male… E’ il caso delle molte persone che correggono un naso pronunciato per poi intervenire sul seno per poi passare ad una liposuzione in cerca della perfezione che non raggiungeranno mai.

In altri termini quando si vive nel costante bisogno di placare la reazione di panico scatenata dal difetto fisico.

Queste persone non si rendono conto dell’irrazionalità di certe loro reazioni emotive?

Diciamo che nella maggior parte dei casi la gravità del difetto fisico è davvero inconsistente! La loro visione distorta della realtà giustifica in un certo qual modo questo accanimento nei confronti della deformità e l’idea che intervenendo possano magicamente risolvere i problemi.

Quali sono le conseguenze della dismorfofobia nella vita sociale e sessuale?

Come accennavamo all’inizio, dietro questo disturbo vi è senz’altro una problematica di tipo relazionale ed una profonda insicurezza.
Le conseguenze nella vita sociale sono senz’altro quelle riferibile alla fobia sociale in generale quindi ci si sente inadeguati e si ha la sensazione di continuamente osservati e non accettati; si tende ad isolarsi per evitare di essere esposti al giudizio altrui.

Lo stesso dicasi per la vita sessuale: l’idea di fondo è più o meno quella del pensare che se sono deforme non piaccio, non sono amabile, desiderabile…direi che il sesso venga vissuto come un esame che si deve tenere sapendo di non essere preparati!

Mi sembra che il passo per sviluppare comportamenti ossessivi dannosi per la propria salute come anoressia, bulimia nervosa sia breve….

Diventa possibile in quei casi in cui la “deformità” sia riconducibile a del grasso in eccesso e quindi il desiderio di perdere peso ad ogni costo potrebbe portare a disturbi alimentari di questo tipo. Diciamo che quando non era possibile fare ricorso alla chirurgia estetica come oggi si riscontravano più frequentemente problematiche di questo tipo. Oggi viviamo nell’illusione di poter cambiare tutto ciò che non ci piace attraverso il bisturi.

 

Possono esserci comportamenti automutilitanti (mediante lamette, aghi, forbici ecc..) e propensione al suicidio nei dismorfofobici?

In linea teorica si ma parliamo di casi davvero estremi ripeto oggi la chirurgia estetica offre la possibilità di cambiare quindi è più facile trovarsi difronte alla persona che fa di tutto per farsi operare.

 

Essendo un disturbo che si osserva principalmente negli adolescenti, come la famiglia può essere d’aiuto?

La famiglia è fondamentale: deve valutare l’oggettività del difetto fisico e decidere per l’intervento solo se necessario. È molto importante che un professionista valuti cosa c’è dietro questo disagio per capire se effettivamente risolvendo il difetto in questione la persona possa riacquisire autostima o se vi è un problema dismorfofobico dietro sul quale intervenire.

 

Come la psicoterapia può venire in aiuto nella dismorfofobia? Come guarire?

Generalmente il paziente dismorfofobico è convinto di non avere bisogno della psicoterapia riconducendo il suo disagio mentale ad un problema estetico. Infatti chi si rivolge allo psicologo ha già eseguito uno o più interventi chirurgici che non lo hanno aiutato a tenere a bada le fissazioni mentali.

La psicoterapia ha come obiettivo quello di modificare la percezione patologica di se attraverso l’attuazione di protocolli che come sempre vanno ad interrompere le tentate soluzioni adottate fino a quel momento.

Intervista alla dott.ssa de Marchi Vice-presidente IRP

 

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