Fobie

“Un giorno la paura bussò alla porta, il coraggio andò ad aprire e là fuori non c’ era più nessuno.”
(Goethe)

Sono state classificate svariate forme di fobia. Qui di seguito solo le più frequenti

PAURA DEGLI ANIMALI (Zoofobia)

Il sentimento di paura persistente e ingiustificata degli animali è molto diffuso. Questa fobia può manifestarsi in due diverse forme: il timore indifferenziato per ogni tipo di animale, oppure la fobia specifica per un preciso animale.

Esempi di zoofobie specifiche potrebbero essere entomofobie (paura degli insetti) quali l’apifobia (paura delle api), l’aracnofobia (paura dei ragni) o la mirmecofobia (paura delle formiche); oppure, ancora, esiste la paura verso animali inoffensivi, come le galline (alektorofobia), i pesci (ictiofobia) e le talpe (zemifobia), e la paura di animali più aggressivi, come i tori (taurofobia) o gli squali (selacofobia) o anche i rettili (herpetofobia). Tuttavia la zoofobia non deve confondersi con una paura ragionevole, e in determinati momenti giustificata, degli animali effettivamente pericolosi o minacciosi il cui incontro di norma è raro nella vita quotidiana.

La zoofobia, come qualsiasi disordine di questo tipo, può causare diversi sintomi propri dell’ansietà , quali la tachicardia, la sudorazione dei palmi, secchezza orale, tremori, e può arrivare persino a sfociare in attacchi di panico.
PAURA DEL RIFIUTO SOCIALE

La paura del rifiuto sociale deriva dalla timore del giudizio degli altri che si pre-suppone negativo.

Alla base di questa patologia c’ è una forma di scarsa autostima che viene confermata dalla soluzione messa in atto da chi ne soffre: l’evitamento delle situazioni di esposizione. Nei casi più gravi di fobia sociale il paziente può avere anche degli attacchi di panico se esposto alle situazioni temute.

L’evitamento delle situazioni produce un progressivo isolamento con, nei casi più gravi, relazioni limitate alla famiglia di origine.

Tipicamente il paziente non può sfuggire alle situazioni di contatto con gli estranei, che vive però con una forte sensazione di pericolo. L’ atteggiamento di diffidenza nei confronti degli altri produce delle reazioni nei suoi confronti che confermano agli occhi del paziente la validità della sua convinzione disfunzionale di non essere gradevole.
PAURA DELL’ALTEZZA

Possiamo distinguere tra due forme: paura di cadere nel vuoto e paura di perdere il controllo e gettarsi nel vuoto.

Evidentemente la prima rappresenta una forma meno limitante data la possibilià di evitare situazioni di pericolo, ad esempio evitando cornicioni, balconi, ponti, e così via.

La seconda risulta invece più invalidante perché il pericolo allucinato può essere teoricamente cercato dalla persona e questo lo condiziona costringendolo ad essere accompagnato da un angelo custode che gli impedisca il malsano gesto. In questo caso assistiamo a una forma di tentata soluzione disfunzionale messa in atto non solo dal paziente, ma anche dai suoi congiunti che con la loro protezione, reificano l’ esistenza del pericolo.
PAURA DELLE MALATTIE (Ipocondria)

L’ipocondria si manifesta attraverso la preoccupazione legata alla convinzione oppure alla paura di avere una grave malattia, accompagnata da un’erronea interpretazione di normali sensazioni che vengono dal corpo.

Tale preoccupazione persiste nonostante le rassicurazioni mediche e spinge il soggetto ad effettuare frequentemente una serie di riti, come per esempio lavarsi le mani o altro, necessari come mezzi strategici difensivi per proteggersi dalle insidie provenienti dall’ambiente che lo circonda, consentendogli in questo modo di attenuare il disagio provato.

A lungo andare ad un significativo disagio clinico è possibile che si associ la compromissione del funzionamento sociale o lavorativo, dovuta ad un rapporto distorto con l’ambiente percepito come minaccioso, o ancora a relazioni con le persone intorno segnate da continue analisi dello stato di salute.
PAURA DI PERDERE IL CONTROLLO

Questa patologia, che spesso conduce a veri e propri attacchi di panico, è¨ caratterizzata dal timore di perdere il controllo delle proprie reazioni e ad esempio:

– arrossire

– emettere peti in pubblico

– farsela addosso

– essere colto da un raptus di follia ed uccidere un figlio o un parente

– baciare una persona, specie se dello stesso sesso

– buttarsi dalla finestra

Si tratta di paure immotivate che possono affacciarsi alla mente di ognuno di noi. Ciò che le rende vere e proprie patologie è il tentativo di risoluzione adottato in quanto, ritenendo queste evenienze probabili, il paziente attua una forma esasperata di controllo sulle proprie azioni, arrivando a sentirsi estremamente teso se esposto alle condizioni temute, e questa tensione paradossalmente diventa la conferma della realtà del rischio.

L’effetto di tutto ciò è che il soggetto tende a somatizzare ciò che teme, per cui la persona che teme di arrossire arrossirà , chi teme di farsela addosso cercherà di evaquare preventivamente anche ina assenza di stimoli, producendosi una irritazione intestinale con consegenti false sensazioni di bisogno di evaquare, e così via.

Ecco quindi innescato un circolo vizioso che induce ad un aumento dell’attenzione al problema.
PAURA DI PERDERE PERSONE CARE

Questo tipo di problema coinvolge un’altra persona oltre il soggetto. Tale persona potrebbe essere il partner potenzialmente in procinto di abbandonare la relazione, piuttosto che un congiunto che sta incubando una grave malattia o che potrebbe avere un incidente mortale, piuttosto che un figlio.

In questo problema, come in altri, sono le soluzioni tentate per risolvere la paura che producono effetti paradossali. Succede, infatti, che i timori relaitivi alla persona che si starebbe per perdere portino a comportamenti morbosi ed asfissianti, con risultati chiaramente paradossali.

Conseguenza tipica potrebbe essere, ad esempio, il fallimento della relazione con il partner che, sentendosi oppresso, inizia ad allontanarsi creando così le premesse per la concreta rottura della relazione. Oppure è possibile osservare sintomi fobici in bambini iperprotetti da questo tipo di genitori, che trasmettono loro il messaggio non verbale “lontano da noi c’ è il pericolo”.
PAURA DI VOLARE

La persona che soffre di questa particolare fobia, solitamente conduce una normale esistenza e nella maggior parte dei casi non lamenta altri tipi di ansie. I problemi sorgono soltanto se è costretto a prendere l’aereo. Considerato che molte persone non hanno questa esigenza, probabilmente la diffusione reale di questo problema è maggiore di quanto appare dalle statistiche

Si tratta di una paura che può avere diverse motivazioni:

– Morire per la caduta dell’ aereo

– Paura di attentati

– Paura dell’ altezza (acrofobia)

– Paura di essere chiusi in uno spazio dal quale non si può uscire (claustrofobia)

Naturalmente la consapevolezza che l’aereo è¨ una forma di trasporto tra le più sicure non serve a contenere il problema che riguarda la sfera emozionale sulla quale poco può fare il ragionamento, se non peggiorare la situazione.


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